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Distretti in Piemonte: turismo, food e cultura per il commercio locale

Che il mondo dell’economia si sia trasformato negli ultimi decenni è sotto gli occhi di tutti. Parole come globalizzazione e delocalizzazione continuano a incidere a tutti i livelli e in tutti i settori, dalla produzione alla vendita, passando dalla distribuzione. E mentre il termine “distretto industriale”, sinonimo sino a pochi anni fa di forza collettiva a livello locale, rete produttiva, competenze e conoscenze, sta via via perdendo significato con la chiusura o la ricollocazione di grandi fabbriche e la riduzione dell’indotto legato a realtà produttive più piccole, emerge lentamente, ma con forza, il suo “successore”: il concetto di distretto commerciale.

Abbiamo già visto in un articolo precedente come in Lombardia questa idea sta prendendo sempre più piede per superare i segni lasciati dalla crisi economica sul tessuto commerciale locale. Le stesse motivazioni sono alla base di un analogo processo di riqualificazione economica del confinante Piemonte, altro territorio ricco di tradizioni industriali e commerciali, ricchezze culturali e agroalimentari, spirito imprenditoriale e voglia di sviluppare nuove idee per far crescere l’economia locale.

Per questo motivo sono stati creati cinque distretti commerciali sperimentali – Cuneo, Ivrea, Novi Ligure, Alba-Bra e Vercelli – per mezzo delle quali la Regione Piemonte tutela e promuove il commercio di prossimità in tutte le sue forme e in sinergia con le altre attività peculiari del territorio. Qui il motore trainante è il commercio ma insieme ad esso si muovono, e crescono, le altre attività terziarie, dall’artigianato all’agricoltura, dal turismo al tempo libero. Ed è proprio a partire da questi punti di forza radicati e consolidati nel territorio che parte la collaborazione tra diverse realtà poste nella stessa porzione di territorio, secondo una modalità “bottom-up” di programmazione e di sperimentazione dal basso.

Esemplare in questo senso il caso del Distretto del Novese, territorio tra Appennino Ligure e Pianura Padana, caratterizzato, come gran parte del tessuto geografico italiano, dalla presenza di piccoli centri ricchi di storia, tradizioni ed enogastronomia. Il commercio opera come trait d’union, attraverso una rete di piccoli produttori-commercianti-rivenditori che si sovrappone a un sistema di iniziative – itinerari escursionistici, mostre, visite a edifici, fiere e sagre, concerti – in modo da creare una sorta di consumer experience diffusa che accompagna il visitatore nel patrimonio culturale del Piemonte.

Queste iniziative portano non solo una spinta decisa allo sviluppo del turismo locale, ma anche alla riscoperta di piccoli borghi, di cui il nostro territorio è disseminato, e alla loro riqualificazione partendo dalle ricchezze paesaggistiche e storico-artistiche che conservano. Ciò non solo rallenta, se non interrompe del tutto, il processo di spopolamento e abbandono, ma li può trasformare in location molto appetibili sul piano commerciale e turistico, con evidenti ricadute economiche su tutto il territorio locale.