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Cresce il mercato del travel retail trainato dal settore beauty

Lo sviluppo delle connessioni aeree ha cambiato l’idea stessa del viaggio, specie dalle nuove generazioni. La possibilità di pianificare un viaggio e acquistare biglietti in autonomia, di scegliere tra un’ampia gamma di compagnie e offerte per ogni tasca, fa sì che oggi viaggiare sia più facile che mai. Si stima che si sia raggiunta la cifra di un miliardo di viaggiatori, in aumento di circa il 5% annuo.

Viaggiatori-consumatori che acquistano prodotti in tutti i punti vendita del comparto travel retail, il canale che include tutti gli spazi commerciali in aeroporti, navi e stazioni ferroviarie, e che nel 2017, secondo i dati preliminari raccolti da Generation Research per la Tax Free World Association e presentati alla recente Asia Pacific Conference di Singapore, vale quasi 59 miliardi di euro, in crescita dell’8,1% rispetto l’anno precedente.

Un mercato trainato dal settore beauty, con una quota di 21 miliardi di euro in crescita rispetto all’anno precedente del 13,8%. Staccato di diverse lunghezze il tradizionale settore vino e superalcoolici (9,8 miliardi e +9,2%), seguito da abbigliamento e accessori, con un mercato di 8,3 miliardi in crescita del 5,9%. I marchi del lusso fanno sempre la parte del leone sfruttando le enormi potenzialità promozionali a livello globale. Con l’aumento dei viaggiatori, aumenta la possibilità di intercettare nuovi target, come i millennial o i consumatori dei Paesi emergenti, Cina e Brasile in testa.

 

Ad esempio Estée Lauder è presente in ben 285 aeroporti e offre trattamenti lampo studiati appositamente per chi ha poco tempo, o per chi vuole concedersi un momento di relax e benessere prima di partire o durante uno scalo, fornendo una shopping experience paragonabile a quella degli store tradizionali. Servizi pensati ad hoc e la vendita di prodotti specifici, per il contorno occhi o l’idratazione della pelle, attirano sempre più viaggiatori “spinti” anche dalle offerte personalizzate che appaiono sui display digitali degli aeroporti o direttamente sugli schermi di smartphone e tablet.

Come afferma Erik Juul Mortensen, presidente di Tfwa, “I prodotti di fascia alta continuano ad essere i più amati e acquistati dai viaggiatori, ma c’è sempre più spazio per i marchi premium e accessibili. Del resto, la platea dei viaggiatori negli aeroporti è molto più ampia rispetto al passato”. Anche le compagnie low cost ormai hanno voli intercontinentali e operano nei grandi aeroporti a costi competitivi. Ma la crescita è legata anche all’espansione geografica dei consumatori. L’area che sta crescendo di più è l’Asia-Pacifico, un mercato da oltre 26 miliardi di euro in crescita dell’11,6%, seguita dall’Europa a 17,1 miliardi.

Il travel retail si conferma in ottima salute e in pieno sviluppo grazie alle nuove strategie aziendali con proposte pensate appositamente per questi particolari luoghi di transito, ma anche grazie alla crescita delle compagnie low cost che ha contribuito ad aumentare il numero di viaggiatori, in particolar modo nel mercato asiatico. In attesa della definitiva esplosione del già trainante mercato cinese.