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Anche nel 2018 continua il trend di crescita del settore fitness

Avevamo chiuso un articolo precedente sulla crescita degli sportivi praticanti in Italia con parole molto ottimistiche sulle possibilità di ulteriore sviluppo economico del settore, in particolare per quanto riguarda l’ambito fitness e wellness. Ora, i recenti dati sull’andamento del primo quadrimestre 2018 sulla spesa con carta in questo specifico ambito confermano in pieno quelle previsioni, con un significativo +12,1% rispetto allo stesso periodo del 2017, che porta a una somma di 330,1 miliardi di euro di valore del mercato.

Continua, pertanto, il trend di crescita del settore fitness che nel primo quadrimestre 2017 aveva fatto registrare un impressionante +22,7% rispetto all’anno precedente, dimostrando come la pratica sportiva nel nostro Paese sia una realtà ormai definitivamente consolidata e in pieno sviluppo. Analizzando più nel dettaglio questi dati si scopre che il mercato fisico fa ancora la parte del leone con una quota che sfiora il 90% e una crescita dell’8%, mentre l’ecommerce guadagna terreno con un boom del +91,7% dovuto, soprattutto, alla possibilità di pagare online la quota di iscrizione, in particolare presso importanti catene di palestre e centri sportivi.

 

Il peso dei due comparti rispetto al totale dello speso con la carta raggiunge così l’1%, mentre lo scorso anno nello stesso periodo si attestava allo 0,8%, ed è interessante notare come questa crescita sia trainata dalle Isole e dalle regioni del Mezzogiorno. Infatti, Basilicata e Sardegna, pur restando attardate come incidenza sullo speso rispetto ad altre regioni, segnano le crescite percentuali più significative, rispettivamente +30,8% e +26%, con le Marche al terzo posto con un altrettanto confortante +25,5%.

Questa dinamica dei comportamenti di spesa rappresenta, peraltro, un’altra conferma del trend di crescita del settore fitness e wellness in recupero al Sud rispetto alle aree più dinamiche del Paese, come il nord-est dove resta più alta l’incidenza dello speso del settore sul totale. Già lo scorso anno in tutte le regioni si registravano crescite con percentuali piuttosto omogenee tra il 17% e 27% e le aree meridionali allineate con il resto del Paese.

I dati molto confortanti di questo primo scorcio d’anno non possono che rendere particolarmente ottimisti gli operatori di un settore che, evidentemente, si è reso protagonista di un cambio di rotta nella gestione delle strutture, del personale e delle modalità di pagamento, in grado non solo di intercettare una platea di consumatori potenziali sempre più numerosi, ma anche di assecondare le loro richieste più esigenti e puntuali in termini di servizi e offerte economiche.