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Sostenibilità fa rima con reputazione

Sostenibilità e reputazione non sono solo concetti etici ma rappresentano elementi fondamentali di business per le aziende di ogni dimensione e settore produttivo che vogliono rimanere competitive nel prossimo decennio. C’è ormai consapevolezza che queste tematiche vadano ben oltre le politiche aziendali di immagine e le attività filantropiche dell’impresa. Una tendenza favorita soprattutto dalle esigenze dei consumatori che sono sempre più attenti alle tre dimensioni di quello che viene definito sviluppo sostenibile ovvero tutela dell’ambiente, crescita economica e inclusione sociale. Variabili inevitabilmente legate tra loro. Secondo una ricerca condotta da Ipsos gli italiani sono sempre più coinvolti da questo trend: il 52% è più attento, rispetto a 2-3 anni fa, ai comportamenti sostenibili delle aziende mentre il 74% ritiene che le aziende debbano considerare le conseguenze della loro attività sulla società e sull’ambiente. Basti pensare che il 48% degli italiani ha smesso di acquistare prodotti che presentano un eccesso di imballaggi secondo quanto rilevato da uno studio di Nomisma condotta in collaborazione con Spinlife.

Si tratta quindi di tematiche da non trascurare per chi è interessato ad ampliare la fascia di potenziali clienti e a lanciare nuovi prodotti visto che secondo l’ultimo Rapporto Coop, il 61% dei consumatori italiani è disposto a modificare le proprie abitudini d’acquisto per ridurre l’impatto ambientale. Lo testimoniano sia la grande diffusione delle catene di prodotti alimentari biologici sia il successo in termine di vendite ottenuto da Tesla e Toyota, che grazie ai loro motori elettrici e ibridi sono diventati leader nei veicoli green a scapito di altri produttori che hanno sottovalutato l’importanza di queste tematiche.

Più in generale gli italiani considerano i prodotti sostenibili più innovativi e qualitativamente superiori mentre 3 italiani su 4 basano le loro scelte di acquisto sulla qualità, che significa più attenzione all’origine delle materie, alla sostenibilità del packaging, attenzione alla filiera e alla produzione. La crescente attenzione alla qualità rappresenta, pertanto, il driver più pervasivo e duraturo nelle scelte verso prodotti sostenibili. Prodotti per i quali le persone sono disposte a spendere anche il 10% in più rispetto ad uno tradizionale. Ma se i consumatori sembrano avere recepito l’importanza di questi concetti non si può dire altrettanto sul fronte delle aziende.

Purtroppo secondo l’istituto di ricerca americano  Conference Board non sempre le aziende sono in grado di fornire una puntuale ed esaustiva informazione sulle pratiche di sostenibilità adottate. Un gap di comunicazione che, di fatto, non permetterebbe al consumatore di riconoscersi nella sfera valoriale del brand e di conseguenza compiere acquisti in maniera consapevole, riconoscendo al prodotto un prezzo premium.

Le aziende devono lavorare ancora sul fronte della comunicazione al fine di far comprendere la loro filosofia aziendale sul tema della sostenibilità. Uno sforzo che però porta con se numerosi benefici. Secondo le Nazioni Unite, che hanno messo a punto l’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile e i relativi Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) da raggiungere entro il 2030, la sostenibilità può rappresentare per le aziende l’elemento chiave per creare un’immagine solida e credibile, costruire un business sano nel lungo periodo, accedere a nuovi capitali e mercati e salvare il pianeta.

Quella della sostenibilità si conferma un’opportunità da cogliere innovando e differenziando l’offerta per rispondere alle nuove esigenze di un consumatore sempre più consapevole, anche del proprio potere d’acquisto.

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