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L’automazione favorisce le vendite nei negozi

Il contesto in cui viviamo è sempre più dinamico e le aspettative dei consumatori aumentano continuamente a seguito del forte impulso dato dalla tecnologia. La facilità di acquisto e la rapidità di consegna dello shopping online stanno spingendo a replicare questo modello di efficienza anche nei negozi fisici. Per fronteggiare i colossi dell’e-commerce, il mondo del retail ha puntato con vigore alla progressiva automazione dei punti vendita, introducendo nei negozi un ampio range di tecnologie come robot, sensori, telecamere, segnaletica digitale, etichette elettroniche per scaffali o app mobili.

Dispositivi che consentono di aiutare i clienti nella scelta dei prodotti con domande e informazioni, effettuare pagamenti veloci e migliorare le operazioni di gestione in negozio come rifornimento, inventario e gestione delle strutture. Un esempio di questa strategia è quello avviato da Natuzzi a New York, dove all’interno dello show room, grazie alla realtà virtuale è possibile visualizzare la propria casa, arredata con i prodotti del brand e in tempo reale, valutare cambiamenti di dimensioni o colore degli oggetti selezionati. Insomma, sempre più experience all’interno dei punti vendita.

Questi strumenti stanno dando i loro frutti. Secondo la ricerca “Smart Stores – Rebooting the retail store through in-store automation”, condotta da Capgemini Research Institute, i retailer che vantano tecnologie per l’automazione hanno riportato un aumento dell’11% delle vendite negli store rispetto a quelli che ne sono sprovvisti. Questa modalità di acquisto è destinata a crescere nei prossimi anni visto che secondo Capgemini la maggior parte dei consumatori (59%) che hanno già visitato un negozio dotato di sistemi di automazione preferisce fare acquisti presso un rivenditore di questo tipo rispetto a uno che ne è sprovvisto, percentuale che sale al 67% nei giovani d’età compresa tra i 22 e i 36 anni. La maggior parte dei consumatori ritiene poi che l’automazione possa aiutare a risolvere i problemi che si incontrano all’interno del punto vendita, tra cui le lunghe code alle casse (66%), la difficoltà nel localizzare i prodotti (60%) e la mancanza di disponibilità degli stessi (56%).

In altre parole l’automazione svolge un ruolo fondamentale nell’evoluzione della distribuzione perchè riesce ad avvicinare ai negozi fisici quei clienti che, in precedenza, facevano affidamento solo sull’e-commerce. Il 46% di coloro che hanno avuto un’esperienza positiva con l’automazione all’interno del punto vendita ha infatti dichiarato di essere disposto a ripetere acquisti in questi punti vendita rispetto a quelli che solitamente farebbe online sui portali di retailer focalizzati sul digitale (ovvero che operano per lo più attraverso siti web e app e hanno solo pochi store fisici). La percentuale sale al 55% per gli urban consumer, al 58% per i millennials e aumenta notevolmente in Paesi come l’India (79%) e la Cina (85%).

Grazie ai miglioramenti apportati dall’automazione, i clienti effettuerebbero mediamente il 20-25% degli acquisti che abitualmente svolgono sulle piattaforme online presso i punti vendita fisici. Ed è proprio questo il motivo per cui entro il 2021, Amazon vuole aprire 3.000 punti vendita ‘Go’, i supermercati senza casse. Si entra dopo aver registrato i propri dati, si prendono i prodotti dagli scaffali e si esce. Telecamere, sensori e intelligenza artificiale capiscono cosa hai acquistato e lo addebitano sul tuo conto. Il primo punto vendita è arrivato un anno fa. Oggi ce ne sono otto e in tre anni dovrebbero diventare migliaia.

L’evoluzione delle modalità di acquisto si riflette inevitabilmente anche su quelli di pagamento. Il settore del retail sta muovendo infatti verso metodi di transazione sempre più semplificati, che mettono al centro la user experience e la compatibilità, con un’attenzione costante a mantenere alti i livelli di riservatezza e di privacy. In un futuro neanche tanto lontano, evidenzia la società di software Minsait, si punterà a pagamenti invisibili, ovvero processi di check-out che eliminano touchpoint poco graditi e persino i punti di contatto fisici, concentrando l’attenzione sulla creazione di negozi elettronici più sicuri e soddisfacenti per gli utenti.

Insomma il mondo dei negozi ad alta automazione è appena agli inizi ma c’è già chi ha saputo cogliere per tempo questa opportunità.

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