Cofidis Retail – Logo Cofidis Retail – Logo

News

Rimani aggiornato sul mondo Cofidis Retail

Customer insight
Lo shopping online ora passa da social network e influencer

Negli ultimi 5 anni c’è stata un’enorme crescita nell’uso dei social media tra i consumatori per connettersi con amici e familiari, organizzare eventi e per effettuare acquisti online.

Per capire le abitudini dei consumatori in merito al loro utilizzo MarkMonitor, società del gruppo Clarivate Analytics, ha condotto una ricerca “Social media: Insights into consumer shopping behaviour” coinvolgendo 2.603 consumatori di cinque paesi: Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.

Dallo studio emerge che il 30% degli intervistati effettua acquisti online attraverso questo canale, con uno scontrino medio, che secondo il portale ‘Statista’, è di 77 dollari. Gli intervistati hanno dichiarato che i prodotti comprati più frequentemente attraverso social media sono abbigliamento, accessori elettronici e per la casa, mentre non comprerebbero mai altre categorie di beni o servizi come gioielli (27%), vacanze e viaggi (27%), prodotti per la salute (26%) e biglietti per eventi (24%).

Cosa comprano gli italiani tramite piattaforme social

Il report ha però evidenziato che c’è ancora un certo scetticismo tra i consumatori ad utilizzare questi canali per gli acquisti online. Le principali preoccupazioni riguardano la sicurezza dei pagamenti (59%), la qualità dei prodotti (56%), la sicurezza dei dati personali (55%) e l’acquisto di un prodotto falso (47%). I timori riguardo agli acquisti sui social media sembrano giustificati: il 31% dei consumatori sostiene di aver involontariamente comprato prodotti contraffatti e, tra questi, il 23% ha effettuato l’acquisto sui social.

In ogni caso i due terzi (66%) degli acquirenti non dubitano delle informazioni mostrate dai siti di shopping sui social media, mentre il 30% non ha problemi ad utilizzare la propria carta di credito per effettuare un acquisto.

“Sempre più persone utilizzano i social media e li percepiscono come un canale di shopping” ha affermato Chrissie Jamieson, vicepresidente marketing di MarkMonitor. “Di conseguenza è probabile che il numero di acquisti online effettuate su queste piattaforme aumenti ulteriormente”.

Ma come favorire questa tendenza? Tra le strategie di comunicazione più utilizzate dalle aziende ci sono quelle di influencer marketing che prevedono il coinvolgimento di persone in grado di influenzare in modo rilevante le opinioni e le scelte di acquisto grazie alla reputazione e all’autorevolezza in determinate tematiche o aree di interesse proprio attraverso i social network.

Secondo il report “Lo scenario dell’Influencer Marketing in Italia” condotto dallOsservatorio Nazionale Influencer Marketing tra i settori che più di altri utilizzano gli influencer ci sono quelli del fashion, travel e lifestyle. Ma anche quelli legati al food & beverage, beauty e tecnologia non disdegnano questo mezzo di comunicazione. Il fenomeno degli influencer è giovane (quasi il 60% di loro è under 30) e si spiega con la crescente rilevanza mediatica del fenomeno e, soprattutto, per l’utilizzo di piattaforme social come Instagram e YouTube.

E’ proprio Instagram il canale principe dell’influencer marketing. Segue, anche se distanziato, Facebook, social di “base” difficilmente rinunciabile. Lontani Twitter, sempre meno rilevante, LinkedIn, non di facile utilizzo, e Snapchat, che sconta il successo di Instagram.

I contenuti che vanno per la maggiore, sono quelli visuali sia per la capacità di cogliere l’audience, sia per le caratteristiche delle piattaforme utilizzate, Instragram tra tutte. Le immagini sono lo strumento principale per comunicare, seguite dalle ‘Stories’, forma radicata nelle strategie di ogni influencer, e dai video, sempre più rilevanti, ma anche più complessi da realizzare con continuità.

Ma quanto costa arruolare un influencer? Il compenso medio richiesto da queste figure per un post, al di là della piattaforma utilizzata viaggia intorno ai 300 euro. Il canale più ‘caro’ è il blog. Un dato che va in controtendenza rispetto alla diminuzione di appeal di questo social, ma che si spiega con il maggior impegno necessario alla realizzazione di un contenuto. Ragione in parte simile per YouTube che vede un 4% attestarsi tra i 600 euro e 1.000 euro e un 1% dei post addirittura sopra i 2.000 euro.

Insomma anche l’e-commerce è in evoluzione e il prossimo banco di prova per i social media e influencer è rappresentato dal prossimo Black Friday 2019 che si terrà il 29 novembre

 

 

Diventa Partner