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Le ultime novità sul futuro del commercio dall’expo NRF di New York

La rivoluzione del mercato attraverso le esperienze e i prodotti più innovativi presentati alla fiera della National Retail Federation americana: dall’identità dei punti vendita alle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

“Dai un motivo al tuo cliente per restare un fan del tuo prodotto, ragiona e agisci come una start-up, continua a reinventare il tuo brand”. Usiamo le parole di James Curleight di Levi’s, come trait d’union con un precedente articolo dedicato alle novità dell’ultima edizione della National Retail Federation americana per conoscere il futuro del retail secondo i partecipanti all’evento newyorkese.

I dirigenti di piccoli e grandi brand, pur con le dovute differenze, sono concordi sui principali punti del dibattito che diventano delle vere e proprie linee guida per  produttori e commercianti: il mercato è in rivoluzione, i retailer non possono più permettersi di stare a guardare, è necessario identificarsi con un’unicità. Idee messe in atto con successo soprattutto dagli imprenditori under 40, come Michael Lastoria della catena &pizza che ha trasformato i suoi 30 locali in pizzerie dallo stile urban-alternativo, dove degustare bevande artigianali e prodotti locali ascoltando musica underground. Il tutto considerando i propri dipendenti come i primi brand ambassador, e i clienti come membri della tribù metropolitana che “vive” il punto vendita. Mentre Manish Vora e Maryellis Bunn hanno trasformato il banale atto di mangiare un gelato in un’esperienza spettacolare e giocosa con il pop-up store itinerante Museum of Ice Cream: oltre 500mila ingressi nelle tre tappe di New York, Los Angeles e San Francisco, in attesa di fare il tutto esaurito anche a Miami.

In quest’ultimo caso risulta fondamentale anche l’aspetto digitale, oltre che esperienziale, come sottolineano i dirigenti di Instagram e Facebook, Marne Levine e Martin Barthel, che considerano i social network uno strumento imprescindibile di congiunzione tra azienda e consumatore. Da un lato la gente vuole sempre più sapere cosa succede nelle aziende attraverso le “Storie” e il dietro le quinte delle campagne pubblicitarie, e dall’altro il marketing digitale permette di entrare in contatto con il singolo cliente e trasformare il prodotto in un’emozione da vivere e condividere. Una linea, quella tecnologica, seguita da Tommy Hilfiger, il primo brand ad inserire una chatbot su Facebook, a trasmettere le sfilate in realtà aumentata e a usare l’intelligenza artificiale per identificare le tendenze e prevedere la domanda di prodotti iperlocalizzati.

La tecnologia non è solo una spesa, spesso considerata superflua o da limitare solo ai gestionali, ma può produrre profitti se crea una customer experience eccellente. Salesforce permette alle aziende di instaurare relazioni uno-a-uno con i propri clienti, ideare esperienze personalizzate e, infine, trasformare i clienti in autentici brand ambassador per la loro soddisfazione e autogratificazione. Mentre Manhattan Associates fornisce ai retailer un supporto a 360°, dalla gestione di magazzino e vendite, al monitoraggio dei clienti sui social. Incrociando queste informazioni si può fornire agli addetti di vendita e assistenza una visione sempre completa e accurata di ciascun cliente, della situazione dell’ordine e delle giacenze. E tutti – clienti e commerciante – ci guadagnano.

Le aziende dovrebbero essere dei laboratori, dove  sperimentare, dove il cambiamento deve essere la nuova normalità, dove convivono creatività, tecnologia e autenticità. Ma alla condizione di mantenere sempre al centro il cliente.

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