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Il retail in Italia, quanto è innovativo?

Tecnologia e innovazione digitale sono essenziali per vincere le sfide del futuro, ma in Italia manca ancora una strategia chiara

La strada dell’innovazione è ancora lunga per il retail italiano. I primi passi sono stati compiuti, soprattutto dai grandi player del settore, ma gli investimenti dedicati alle tecnologie nel mondo dei rivenditori sono ancora modesti e le sfide da affrontare nel digitale ancora numerose. A cominciare dal miglioramento della customer experience e dall’integrazione del negozio fisico con il canale online. E’ ciò che emerge dal recente Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail, elaborato dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Secondo la ricerca, in Italia i rivenditori hanno dedicato nel corso del 2016 soltanto l’1% del fatturato in innovazione tecnologica. Non solo. Guardando i cosiddetti top retailer, vale a dire i 300 maggiori operatori in termini di fatturato presenti in Italia con negozi tradizionali, il 65% di loro ha ammesso di non avere una strategia di innovazione digitale definita per far fronte ai cambiamenti attuali e interagire con il cliente di oggi.

Tuttavia qualcosa si sta muovendo. Seppur gli investimenti in tecnologia siano ancora bassi in termini assoluti, la loro crescita appare incoraggiante: nel giro di un anno è salita di due punti percentuali, passando dal 15% degli investimenti complessivi annuali nel 2015 al 17% quest’anno. A questo si aggiunge il fatto che i maggiori player del settore, sebbene non abbiano ancora spesso definito una strategia innovativa, 3 su 4 hanno iniziato a elaborarne una.

Inoltre, molti di loro hanno già adottato qualche forma di innovazione digitale per migliorare le loro attività: nel 2016 ben il 93% dei più grandi retailer ha introdotto innovazioni nel back-end, vale a dire con i fornitori o nei sistemi gestionali di fatturazione e amministrazione, e l’80% ha sviluppato processi digitali nel front-end, verso i clienti, per migliorare la customer experience. Nel dettaglio, gli investimenti si sono concentrati soprattutto sui sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi (il 22%). E per il 2017, il 93% dei maggiori player vorrebbe investire nel front-end, in particolare nelle applicazioni per la realtà aumentata (il 62%).

 

29-12-2016_innovazioni_digitali

 

Per quanto riguarda l’omnicanalità, l’88% dei rivenditori (contro l’80% nel 2015 e il 65% nel 2014) utilizza abitualmente i canali web per supportare le fasi di pre o post-vendita, mentre il 65% (era il 61% l’anno scorso) ha messo a punto un sito di eCommerce.

Se si allarga lo sguardo, anche gli operatori medio-piccoli hanno colto l’importanza dell’innovazione digitale, che rappresenta una priorità per due su tre. Per loro l’innovazione è però più difficile, ostacolata dai costi elevati e dalla mancanza di competenze interne. Secondo i dati della ricerca, 6 su 10 hanno un sito internet, ma solo una minima percentuale (il 15%) ha attivato anche il canale eCommerce. Tuttavia, anche qui si intravvedono dei segnali promettenti, con i ricavi derivanti dal commercio elettronico (per chi l’ha attivato) cresciuti del 10% quest’anno, per un valore compreso tra l’1 e il 5 per cento del fatturato complessivo.

Fonte: Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail della School of Management del Politecnico di Milano

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