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Crescita delle palestre: quando il fitness fa bene anche all’economia

Che l’italiano sia un amante dello sport è un fatto noto, anche se ancora con un’immagine di sportivi da salotto o da bar. Immagine che però l’indagine Istat “La pratica sportiva in Italia”, pubblicata nel 2017 con dati relativi al 2015, sembra voler smentire con decisione.

Risulta, infatti, che facciano sport ben 20 milioni di italiani, il 34,3% della popolazione di cui il 24,5% in maniera continuativa e il 9,8% saltuaria, in crescita notevole dal 1995 quando la pratica regolare era ferma al 15,9%. Un’altra smentita riguarda poi lo stereotipo dell’italiano tutto casa e pallone. Anche se il calcio resta lo sport più popolare non è quello più praticato, scalzato al primo posto da ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica, attività svolte dal 25,2% degli sportivi, oltre 5 milioni di cittadini. In terza posizione gli sport acquatici con più di 4 milioni di praticanti.

Così nel 2015 il 58,7% degli sportivi si è esercitato in impianti indoor, palestre e piscine coperte, un bacino d’utenza di circa 12 milioni di clienti che appartengono soprattutto a classi sociali colte e con una buona disponibilità economica. L’indagine registra, infatti, livelli maggiori di pratica sportiva nei gruppi a più alto reddito, e inoltre la crescita complessiva dell’attività si manifesta quasi esclusivamente nella pratica continuativa, mentre resta stabile quella occasionale. Elementi che suggeriscono in prospettiva una significativa crescita economica per il settore chiamato a sviluppare business plan per aumentare clienti in palestra.

Anche perché il trend è trainato dalle generazioni di sportivi più maturi. Il fitness è lo sport più popolare tra gli over 50 con il 27,4% dei praticanti e, in generale, negli ultimi dieci anni è quasi raddoppiata l’attività sportiva dai 75 anni in poi, passando dal 5,5% al 10,5%. Una fascia della popolazione esigente e attenta soprattutto alle capacità terapeutiche dello sport, con conseguente domanda ai centri fitness di istruttori, servizi a valore aggiunto, strutture e macchinari adeguati, con cui attirare e fidelizzare i clienti.

Questi dati sono confermati da un report presentato lo scorso anno all’European Health & Fitness Forum da EuropeActive e Deloitte, in cui risulta che il fitness è il primo sport praticato in Europa (56 milioni di iscritti in crescita del +4,4% rispetto al 2015) con un giro d’affari di oltre 26 miliardi di Euro (+3,1% rispetto al 2015). Con i suoi 5 milioni di iscritti, in aumento del 2,9% dall’anno precedente, l’Italia consolida la sua quarta posizione tra le nazioni.

Herman Rutgers, co-autore dello studio, è molto ottimista sulle possibilità di ulteriore crescita economica: “I prodotti e i servizi del nostro settore restano altamente attrattivi per i consumatori di tutta Europa e confidiamo di raggiungere l’obiettivo di 80 milioni di iscritti per il 2025”. In sintesi la voglia di sport aumenta in modo costante, soprattutto tra chi ha maggiore disponibilità economica e frequenta in maniera continuativa centri fitness, chiamati così a sviluppare strategie marketing per aumentare gli iscritti e a dotarsi di efficienti strutture e personale preparato per far fronte a una domanda sempre crescente.

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