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L’evoluzione e la crescita del digital retail

L’evoluzione del digital retail merita di essere analizzata con la massima attenzione se si è interessati a capire come saranno i negozi del futuro: per i punti vendita, infatti, è e sarà sempre più importante evolversi e seguire il progresso della tecnologia. Siamo entrati ormai da tempo in un mondo in cui l’offline è stato spodestato dall’online, con il digitale che si è sostituito all’analogico e al fisico: ecco perché non si può fare a meno di conoscere l’innovazione retail. Ma di che cosa si tratta, nella sostanza? Lo scopo primario è quello di sfruttare l’innovazione digitale nel retail al fine di valorizzare i punti vendita tradizionali, così che le esperienze di acquisto possano risultare non solo molto più semplici, ma anche molto più veloci e piacevoli. Il traguardo, insomma, è quello di un servizio migliore.

Stabilite le prerogative del digital retail cos’è che bisogna fare per intervenire in modo efficace nei punti vendita? Una ricerca condotta da Capgemini e dal suo Digital Transformation Institute ha rilevato che circa il 40% dei consumatori non è contento dello shopping e non è appagato dell’esperienza di acquisto che vive nel negozio fisico. Tutto questo sembra un paradosso, soprattutto se si pensa al fatto che gli e-commerce sono molto più freddi, meno umani e meno comunicativi.

Si ha quasi l’impressione che un’attività come il fare compere, che un tempo era fonte di piacere, di sollievo e di benessere, si sia trasformata in negativo: e ciò è vero non solo nel nostro Paese, ma anche nel resto del mondo. In Svezia, per esempio, l’insoddisfazione viene manifestata apertamente da più di un consumatore su due. Questo scenario non implica un futuro catastrofico, sia chiaro, anche perché ci sarà sempre chi vorrà toccare con mano gli articoli prima di comprarli: i capi di abbigliamento, per esempio, ma anche il cibo.

Sta prendendo sempre più piede, a tal proposito, il cosiddetto showrooming, una forma di shopping – per così dire – movimentata, in virtù della quale le persone vanno effettivamente in un negozio per osservare i prodotti a cui potrebbero essere interessate, ma acquistano la merce solo in un secondo momento, tramite l’e-commerce collegato. Lo strano comportamento appena descritto si potrebbe spiegare con il bisogno crescente di praticità e di velocità, ma non si possono sottovalutare anche le esigenze di interattività e di divertimento. Ogni negozio, ormai, non può limitarsi alla normale esposizione degli articoli, ma è tenuto a fornire delle esperienze in più, sulla base di quello che è stato classificato come retailtainment.

Nel contesto di un acquisto, è opportuno anche mettere in risalto le esperienze sociali che si possono vivere: ecco perché il digital retail è il presente e il futuro della vendita, con la maggior parte degli executive del nostro Paese che ha capito che la digitalizzazione è un evento che non può più essere rimandato e che va messo in pratica il prima possibile. Il primo passo per avere successo da questo punto di vista consiste nel mettere in atto una strategia che accomuni il canale digitale e il canale fisico, per stimolare la proattività e la consapevolezza dei consumatori.

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