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Dati personali: quanto sono disposti gli italiani a condividerli?

Età, residenza e contatti. I dati personali dei clienti rappresentano una vera miniera d’oro per i retailer, in quanto permettono di creare offerte personalizzate ed esperienze di acquisto su misura, fidelizzando la clientela e stimolando le vendite. Ma quanto sono disposti gli italiani a condividere i propri dati personali in cambio di sconti e vantaggi?

Lo ha chiesto la società di ricerca Gfk a oltre 22mila persone di 17 Paesi. Ciò che emerso è gli italiani sono piuttosto favorevoli a rilasciare i propri dati personali a negozi e rivenditori, purché ricevano in cambio qualche vantaggio, come promozioni, servizi aggiuntivi o un’esperienza di acquisto più efficace e personalizzata. Secondo l’indagine, in Italia il 28%, vale a dire quasi una persona su tre, si dichiara favorevole alla possibilità di condividere i propri dati personali in cambio di benefici, contro il 27% della media internazionale. Dall’altra parte, il 19% delle persone ha dichiarato di essere totalmente in disaccordo con questa idea, difendendo l’idea di protezione della privacy.

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Guardando nel dettaglio, non si notano particolari differenze di disponibilità su questo tema tra uomini e donne, mentre a seconda dell’età emerge un diverso approccio. In Italia, ventenni e trentenni risultano essere in assoluto i più propensi a comunicare i propri dati, entrambi oltre il 30%. I meno favorevoli sono invece gli over 60, con solo il 24% che si dichiara disposto a rilasciare i propri dati, riflettendo forse la loro minore confidenza con le nuove tecnologie.

Dal punto di vista del retailer, la possibilità di raccogliere informazioni sui propri clienti è fondamentale per sviluppare una nuova strategia di marketing non più generica ma focalizzata sul singolo acquirente, che può fare la differenza in termini di vendite. Infatti, più il rivenditore conosce il proprio consumatore, più questa conoscenza si può tradurre in un aumento degli acquisti e quindi di fatturato.

Fonte: Gfk

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